mercoledì 8 agosto 2007

ALL STAR BLOGGHISTI GAME


estate tempo di mare, sole, infradito, belle bimbe e ...campini!!

e allora ci siamo detti, ma perchè non organizzare una partita tra blogghisti?

chi volesse partecipare può dare la propria adesione in questo post, indicando il giorno e l'ora a cui eventualmente torna meglio giocare! noi penseremo al resto...!

ricchi premi ai vincitori che vanno dalla cravatta di pippo bardo dell'urtimo sarremo, a un bigodino di mamma franca (del peso di 18 kg per 3 mq di dimensione), a una rota forata della biciretta der nocchi!

Partecipate numerosi e fateci vedè che ortre a 'ntendevvi di pallacanestro (boia che popò di rufiano deh!!) c'avete anche la mano carda!!

Derby 1979. Aspettando un nuovo derby ufficiale...

Costatato che, anche per quest'anno, il derby ufficiale LL-PL sarà difficilino (è stato pubblicato il calendario di coppa Toscana, e gialloblu e triglie potrebbero in teoria incontrarsi ai quarti ma... campa cavallo), ricordiamo con questo vecchio ritaglio dal giornale della LL (grazie a Marco) uno degli innumerevoli derby vinti dalla Libertas.

DERBY DI FUOCO - "La speranza è che tutti si comportino nel migliore dei modi senza eccessi di teppismo", l'inciso di Gremigni nel suo articolo di presentazione al derby del 4 novembre 1979, fa capire al volo che tipo di clima si respirasse in quegli anni intorno alla stracittadina del basket. Siamo in serie B, girone B e sono i tempi in cui la passione per la palla a spicchi torna a battere forte in città. La fresca inaugurazione del PalaAllende (nel '77) e le ambizioni dei cugini della Leone Mare risvegliano la competizione. Anche in casa Libertas le aspirazioni crescono.

66-65 PER I GIALLOBLU - Per dir la verità il '79-'80 sarà uno dei pochi anni in cui la PL gioisce e la LL un po' meno. Al termine della Poule A2 la truppa di via Cecconi di coach Raffaele sale in serie A dopo i play-off con la Simod Padova. La LL di Cacco Benvenuti chiude al terzo posto nella prima fase e al quarto nella poule A2: bilancio non eccezionale, ma la nota positiva è la definitiva esplosione di un certo Alessandro Fantozzi. E' anche l'anno del +36 PL nel derby (restituito con gli interessi nell'87...). Ma come ogni derby livornese anche questo della quinta giornata di andata fa parlare di sé: mancano 6" alla fine dell'incontro quando, sul 64 a 65 a favore della PL, gli arbitri assegnano un fallo a Filoni reo di una scorrettezza nei confronti di Guidi. In curva sud il focolaio della contestazione sfocia in un tentativo di invasione immediatamente sedato. "Tazza" si reca in lunetta e segna i due tiri liberi decisivi. Apoteosi.

I TABELLINI

Libertas: Giusti 2, Guidi 6, Pironti 10, Antonioli 18, Fantoni 10, Volpi 4, Falsini 2, Fantozzi 7, Tessarolo, Muti 7. Allenatore: Cacco Benvenuti

Leone Mare: Filoni, Diana 5, Giauro 13, Mezzacapo, Patrizi, Grasselli 15, Bianchi 12, Marisi 17, Creati 2, Vatteroni 1. Allenatore: Raffaele

lunedì 6 agosto 2007

Correva l'anno...1959

Correva l’anno… millenovecentocinquantanove.
Finalmente la Libertas, dopo uno strepitoso campionato di serie A (all’epoca la seconda serie), arriva nella massima divisione, che in quegli anni si chiama “prima serie o elette”.

Importante novità stagionale è rappresentato dal campo di gioco. La federazione vieta i campi all’aperto, pertanto la Libertas è costretta a giocare le proprie partite in via Leonardo da Vinci presso l’ex stabilimento dove si producevano pallini da caccia, in attesa che sia pronto il nuovo palazzetto nei pressi dello stadio (l’odierno PalaCosmelli, non a caso uno dei mitici componenti di questa prima avventura libertassina tra le grandi della pallacanestro italiana).
L’esordio è datato 27 settembre 1959. Putroppo l’avventura inizia con una sconfitta sul campo della Stella Azzurra Roma per 68-60. Anche l’esordio casalingo contro i campioni d’Italia in carica, ovvero le mitiche scarpette rosse di Cesare Rubini, Sandro Gamba e dell’angelo biondo Sandro Riminucci (mister 77 punti in una gara sola!!!) non sorride ai labronici, anche se il risultato finale, 54-57, non è affatto disonorevole. I primi due punti in serie A si fanno attendere fino alla quarta giornata (18 ottobre) contro la Fonte Levissima Cantù: alla sirena il tabellone dice 70-67.
Ovviamente è una stagione difficile per la compagine del presidente Dino Lugetti (nella foto). L’obiettivo stagionale è solamente la salvezza. I ragazzi di Otello Formigli si impegnano ma la classifica alla settima giornata è estremamente negativa; infatti Stelio Posar e compagni racimolano solamente due punti e tante sconfitte. Diciamo che questi primi mesi nel basket con la “B” maiuscola sono serviti da lezione. Dall’ottava partita del girone di andata al primo incontro del girone di ritorno conquistano ben 8 punti (su 10 disponibili).

La musica in casa Libertas è cambiata, l’inesperienza è stata colmata dallo spirito mai domo degli uomini amaranto, tanto che Cosmelli e soci posso permettersi il lusso di brindare alla salvezza anche con un turno d’anticipo. Al termine della stagione il ruolino di marcia della matricola livornese parla di 8 vittorie (7 tra le mura amiche) e 14 sconfitte che valgono il 9° posto (su dodici); niente male per una matricola.
Componenti di questa prima avventura LL in serie sono: il presidente DINO LUGETTI, l’allenatore OTELLO FORMIGLI ed i giocatori MAURO BARONCINI , ALDO BONAFE', SAURO BUFALINI, ANTONIO BULGHERI, MASSIMO COSMELLI, MAURIZIO COSMELLI, SILVIO GATTO, GIANFRANCO GUANTINI, GIULIANO MARCACCI, LUCIANO MARINI, GIOVANNI NIERI, GIUSEPPE ORZALI, GIANFRANCO PIERONI, STELIO POSAR, ROBERTO RAFFAELE .
Grazie a tutti a per aver scritto un’importantissima pagina di storia della nostra amata LL.
(Nella foto Marcacci e Maurizio Cosmelli entrano in campo ai "Pallini": da "Libertas Livorno, 4o anni di canestri")

Omaggio a Giuliano Marcacci

Anche il blog vuole salutare Giuliano Marcacci, recentemente scomparso. Colonna del basket livornese, Marcacci fece parte della prima formazione targata Libertas a calcare i campi della serie elette (l'attuale serie A).



Articolo scritto da F.Parducci e preso da "IL TIRRENO" del 6 Agosto 2007

Di questi tempi si vedono strani animali a giro. Ce n'è uno in particolare però che si stà aggirando nei cieli di Livorno. E' il temibile e per niente simpatico gufo peloso IRCA, amante abbestia dei colori gialloblù, ma nemico acerrimo di tutto ciò che riguarda Bl, Pl, e avversari della Libertas!









Un po come lo storico folletto dei Boston Celtics, IRCA veglierà su tutto ciò che riguarda il mondo Libertas, cercando di darci una mano (perchè ce n'abbiamo bisogno!) nella scalata verso la C1! ...voci fidate dicono che IRCA abbia la dimora nelle zone vicine alla Gemini...se qualche libertassino lo vedesse, è pregato di non fargli del male!...se invece è qualche piellino/biellino che cerca di acciuffarlo, dovrà stare attento: gli si scaglieranno contro gufate giganti e imperdonabili nei confronti delle loro squadre del cuore!
foto tratta da: www.basketball.it/foto_cuomo/gufo.jpg

venerdì 3 agosto 2007

Ameri'ano di Lucca

E arriviamo al 1970, con la squadra in serie A dopo due anni di purgatorio. Il mancato arrivo dell'abbinamento durante l'estate condiziona anche l'arrivo dello straniero: insomma, nessun salto nel buio senza aver prima aver fatto i conti con quello che c'è in casa.
Dopo lunghe incertezze il coach Mauro Baroncini e la società decidono di “pescare” alla Oregon State University Vic Bartolome (foto sotto in maglia Libertas). Per lui si tratta in pratica di un ritorno a casa. I suoi bisnonni, infatti, sono originari della Lucchesia, e solo il lungo soggiorno nella California, dove Vic è nato il 29 settembre 1948, ha modificato il cognome da Bartolomei in Bartolome.
Un record, appena messo piede nel nostro campionato, lo batte subito: quello di giocatore più alto di tutta la serie A, con i suoi 2 metri e 15. L'altro record - si fa per dire - lo batte anticipando di qualche anno i "power forward" del giorno d'oggi che con quell'altezza si mettono a tirare da fuori anziché da sottocanestro.
Bartolome, i cui 2,15 farebbero tanto comodo alla Libertas vicino al canestro, preferisce invece girargli alla larga e, insomma, pur bravino e ben costruito nei fondamentali, non è proprio l'uomo che la Libertas cercava per sopravvivere alla dure battaglie del nostro campionato. Infatti le doti tecniche del giovane Vic non evitano alla neopromossa Libertas la retrocessione.

La LL viene condannata a tornare in serie B solamente dopo uno spareggio a 3 con la Norda Virtus Bologna e la Cecchi Biella (Norda Bologna-Cecchi Biella 68-49; Cecchi Biella-Libertas Livorno 67-58; Libertas Livorno-Norda Bologna 49-44 e quindi per differenza canestri si salvano i felsinei).
In questa stagione a fare festa è solamente l’Ignis Varese; infatti i ragazzi del grande Aza Nikolic brindano sia in Coppa Italia, ma soprattutto in campionato, vincendo lo spareggio 65-57 contro i cugini milanesi della Simmenthal.

La carriera di Bartolome prosegue con una comparsata NBA nei Golden State Warriors (foto a destra). Gioca appena 38 partite, con 165 minuti sul parquet in cui segna 34 punti e cattura 60 rimbalzi.

Decide quindi di tornare in Europa, e precisamente in Olanda. Gli anni migliori della propria carriera, Vic li trascorre a Leiden (foto in alto) dove, nel 1977, vince la classifica dei rimbalzasti e viene eletto nel miglior quintetto difensivo (premio che vincerà anche l’anno seguente). Nel 1978 vince il campionato e quindi si ritira nel 1979.



Nella Carriera di Vic c'è da segnalare anche una piccola parte in un film di Jack Nicholson. La pellicola, "Drive, He Said", addirittura è stata in concorso a Cannes per la palma d'oro. Boia deh! Ameri'ano di Lucca di nome e di fatto.

giovedì 2 agosto 2007

2- NOO, GUARDA CHI PARE LUILI'!

Per la serie NOO GUARDA CHI PARE LUILì, ecco a voi nuovi sosia dei nostri gioatoroni LL! sarà ir cardo di questi giorni, saranno i bai che oramai nidificano da tempo nei nostri cervelli e si riproducono a stoppino, fatto sta che le nostre menti malate hanno trovato nuove somiglianze! prossimamente altre somiglianze, con alcune veramente favolose, suggeriteci direttamente da voi!



Colombo-Dado





Fantozzino-Merry (Signore degli Anelli)






Carera-Carletto






Fantoni-Frankestein







Premier-travestito-caata



mercoledì 1 agosto 2007

Il gigante Trajko

Correva l’anno 1967 ed a Livorno “sbarca” Trajko Rajkovic, l'unico giocatore che in maglia Libertas targata Fargas ha vinto la classifica cannonieri.

Nato il 17 dicembre 1937 a Leskovcu, l'esemplare e professionalissimo nazionale jugoslavo arrivò nella città del cacciucco per sostituire lo spettacolare ma anche bizzosissimo e lunatico statunitense Bill China Allen, vera e propria "croce & delizia" della stagione appena trascorsa.

Rajkovic si presentò in maglia Libertas con i suoi 207 cm di statura e con un palmares di tutto rispetto visto che, solamente con la propria nazionale (foto a destra), vanta un argento olimpico (1968 Città del Messico, sconfitta in finale dagli USA per 65-50), un oro mondiale (1970), due argenti europei (1965 e 1969) ed un bronzo europeo (1963) sempre insieme a campioni del calibro di Korac, Skansi e Cosic.

La sua stagione sotto i Quattro Mori fu eccezionale! Realizza la bellezza di 521 punti e vince la classifica cannonieri... ma purtroppo questo successo non riusce ad evitare la retrocessione della Fargas in serie B. In quell’anno lo scudetto prese la strada di Cantù (targata Oransoda), secondi a pari merito (non c’erano ancora i playoff) Napoli (Ignis Sud) e Virtus Bologna (Candy). La stagione '67-'68 passerà alla storia anche per l’esordio della Coppa Italia con successo della compagine partenopea in finale sull’Eldorado Fortitudo Bologna.

Trajko sarebbe rimasto anche nella stagione successiva ma la discesa di categoria impediva il tesseramento di un giocatore straniero. Così a malincuore (aveva legato moltissimo con Livorno) Rajkovic dovette accasarsi altrove... e la gloriosa Reyer Venezia targata "Noalex" (foto a sinistra) lo accolse a braccia aperte nello storico campo della "Misericordia".
Trajko era un giocatore di una potenza incredibile, un pivot puro di qualità sopraffina capace di regalare una vittoria con una giocata d'astuzia; un uomo professionale, intelligente e vincente, molto preparato su ogni fronte, leader e chioccia dell'intera squadra. Purtroppo la sua carriera si chiude troppo precocemente. Morì infatti a 33 anni nel 1970 colpito da infarto durante i festeggiamenti per il titolo mondiale (così la versione ufficiale...) Di lui ci rimarranno sempre i suoi "ganci" micidiali, l'altissima professionalità e l' affetto che nutriva per la città di Livorno.
Ecco come lo ricorda il giornalista Dario Colombo nel libro dedicato ai 40 anni Libertas: "L'anno successivo ('67-'68) la Fargas anziché oltre oceano (Bill China Allen) il suo straniero andò a cercarlo oltre... Adriatico. Lo trovò a Belgrado, nelle file dell'OKK che a quei tempi dominava il basket jugoslavo, regalando decine di campioni alla nazionale dei 'plavi'.
Il suo nome: Trajko Rajkovic (nella foto in maglia Fargas), trent'anni, studente in medicina, 2 metri e 07 di potenza votata soprattutto all'attacco, del quale era splendido e inimitabile protagonista. L'anno prima, ai mondiali di Montevideo, era stato votato miglior centro del torneo: e per lui, come per Korac e gli altri campioni della Jugoslavia d'oro, era arrivato l'okay della federazione per cercare di trasformare in moneta straniera la gloria conquistata in giro per il mondo. Eccellente tiratore dall'angolo, dotato di grande uncino, Rajkovic non riuscì ad impedire che la Fargas retrocedesse in B, al termine di un campionato quantomai sfortunato: e fu costretto a lasciare Livorno portandosi in valigia il titolo di capocannoniere con una media di 24,1 punti a partita e quello, assegnatogli all'unanimità, di miglior pivot dell'anno"

Grazie a Pierfra (Onda d'urto) per il testo (a cui abbiamo aggiunto solo qualche dato in più) e a David66 per le belle foto.

Ecco tutti i nomi della squadra jugoslava delle olimpiadi del 1968 nella foto: in piedi da sinistra Daneu, Plecas, Skansi, Raznjatovic, Solman, Marojevic, l'allenatore Zeravica. Seduti da sinistra: Cermak, Cvetkovic, Rajkovic, Zorga, Korac, Cosic

Sua Maestà. Il più grande di tutti.

Sua Maestà. Il più grande di tutti.

Una squadra magica!

Una squadra magica!

Indimenticabili!

Indimenticabili!

Sbandati! Il grande tifo gialloblù!

Sbandati! Il grande tifo gialloblù!