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giovedì 30 agosto 2007

Correva l'anno...1960

Correva l'anno millenovecentosessanta, l'anno dell'elezione di John Fitzgerald Kennedy a presidente degli USA.
Nel campionato italiano di basket, il 39°, per la prima volta la Pallacanestro Varese, targata Ignis timonata da Enrico Garbosi, diventa campione d'Italia (e lo farà per altre nove volte). I varesini strapazzano le avversarie, staccando le seconde classificate, Virtus Idrolitina Bologna e Olimpia Simmenthal Milano di ben 6 lunghezze; un'enormità se si pensa che le partite della stagione regolare sono 22!!!

Anche a Livorno c'è una piacevole novità:, infatti viene inagurato il nuovo palazzetto in via dei Pensieri, l'attuale PalaCosmelli, abbandonando il mitico "Pallini" di Via da Vinci. Un impianto valido ma non sufficiente per tutti i sostenitori della Libertas. La capienza ufficiale parla di 700 posti, ma in molte partite si arriva anche oltre quota 1.000 spettattori. Nasce il mito del "Catino d'Ardenza".

In questo anno pieno di sconvolgimenti sia a livello planetario, sia nel campionato di pallacanestro c'è una piacevole conferma: la nostra Libertas che si conferma in serie Elette.
Infatti il presidente Lugetti e l'allenatore Otello Formigli confermano la rosa della stagione precedente, quella del debutto tra le grandi, consapevoli che le "ossa" erano state rafforzate quanto basta. I ragazzi ripagano la fiducia e disputano un campionato memorabile.

Il debutto, in data 23 ottobre, ci vede opposti al Gira Lovari Bologna, e subito portiamo a casa i primi due punti stagionali con una prestazione convicente: 62-51! Purtoppo arriva un periodo difficile, complice il calendario, inanelliamo una serie di 7 sconfitte consecutive con Cantù, Migas Roma, Milano, Pesaro, Varese, Virtus Bologna, Padova. Il girone d'andata è molto avaro per Posar and company, infatti al giro di boa racimolano solamente 6 punti (vittorie anche a Roma con la Stella azzurra per 66-54 e a Trieste per 77-61).

I ragazzi livornesi, come l'anno precedente non si demoralizzano, anzi tirano fuori gli attributi nel girone di ritorno in cui conquistano 6 vittorie in 11 incontri: Migas Roma, Pesaro, Virtus Bologna (di Dado Lombardi!!!), Padova, Stella Azzurra Roma e Trieste.

A fine campionato il ruolino di marcia dei libertassini è il seguente: 9 vittorie su 22 partite, con 6 vittorie tra le mura amiche e 3 blitz in trasferta con 1406 punti realizzati e 1463 punti subiti. La Libertas si classifica al 7° posto alle spalle di Pesaro.

Che dire? forse che manca la ciliegina sulla torta: ma in questa stagione arriva anche quella. Cacco Benvenuti e la sua banda Juniores conquista a spese della Simmenthal Milano il primo titolo giovanile della propria storia.
Le foto sono tratte da "Libertas Livorno 40 anni di canestri". In alto formazione del 1960-61. In piedi da sinistra: Valerio Vatteroni, Bufalini, Marcacci, Orzali, Baroncini, Maurizio Cosmelli, Raffaele, Posar, Gatto, Guantini. In basso i campioni d'Italia Juniores 1961: da sinistra: all. Benvenuti, Villetti, Pozzilli, Cempini, Natalini, Torriti, il massaggiatore Pracchia, D'Oria, Dazzi, Massimo Cosmelli, Benisti, Chirico, Suggi.

lunedì 6 agosto 2007

Correva l'anno...1959

Correva l’anno… millenovecentocinquantanove.
Finalmente la Libertas, dopo uno strepitoso campionato di serie A (all’epoca la seconda serie), arriva nella massima divisione, che in quegli anni si chiama “prima serie o elette”.

Importante novità stagionale è rappresentato dal campo di gioco. La federazione vieta i campi all’aperto, pertanto la Libertas è costretta a giocare le proprie partite in via Leonardo da Vinci presso l’ex stabilimento dove si producevano pallini da caccia, in attesa che sia pronto il nuovo palazzetto nei pressi dello stadio (l’odierno PalaCosmelli, non a caso uno dei mitici componenti di questa prima avventura libertassina tra le grandi della pallacanestro italiana).
L’esordio è datato 27 settembre 1959. Putroppo l’avventura inizia con una sconfitta sul campo della Stella Azzurra Roma per 68-60. Anche l’esordio casalingo contro i campioni d’Italia in carica, ovvero le mitiche scarpette rosse di Cesare Rubini, Sandro Gamba e dell’angelo biondo Sandro Riminucci (mister 77 punti in una gara sola!!!) non sorride ai labronici, anche se il risultato finale, 54-57, non è affatto disonorevole. I primi due punti in serie A si fanno attendere fino alla quarta giornata (18 ottobre) contro la Fonte Levissima Cantù: alla sirena il tabellone dice 70-67.
Ovviamente è una stagione difficile per la compagine del presidente Dino Lugetti (nella foto). L’obiettivo stagionale è solamente la salvezza. I ragazzi di Otello Formigli si impegnano ma la classifica alla settima giornata è estremamente negativa; infatti Stelio Posar e compagni racimolano solamente due punti e tante sconfitte. Diciamo che questi primi mesi nel basket con la “B” maiuscola sono serviti da lezione. Dall’ottava partita del girone di andata al primo incontro del girone di ritorno conquistano ben 8 punti (su 10 disponibili).

La musica in casa Libertas è cambiata, l’inesperienza è stata colmata dallo spirito mai domo degli uomini amaranto, tanto che Cosmelli e soci posso permettersi il lusso di brindare alla salvezza anche con un turno d’anticipo. Al termine della stagione il ruolino di marcia della matricola livornese parla di 8 vittorie (7 tra le mura amiche) e 14 sconfitte che valgono il 9° posto (su dodici); niente male per una matricola.
Componenti di questa prima avventura LL in serie sono: il presidente DINO LUGETTI, l’allenatore OTELLO FORMIGLI ed i giocatori MAURO BARONCINI , ALDO BONAFE', SAURO BUFALINI, ANTONIO BULGHERI, MASSIMO COSMELLI, MAURIZIO COSMELLI, SILVIO GATTO, GIANFRANCO GUANTINI, GIULIANO MARCACCI, LUCIANO MARINI, GIOVANNI NIERI, GIUSEPPE ORZALI, GIANFRANCO PIERONI, STELIO POSAR, ROBERTO RAFFAELE .
Grazie a tutti a per aver scritto un’importantissima pagina di storia della nostra amata LL.
(Nella foto Marcacci e Maurizio Cosmelli entrano in campo ai "Pallini": da "Libertas Livorno, 4o anni di canestri")

Sua Maestà. Il più grande di tutti.

Sua Maestà. Il più grande di tutti.

Una squadra magica!

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Indimenticabili!

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Sbandati! Il grande tifo gialloblù!

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