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lunedì 9 giugno 2008

Dan Peterson ricorda l'Ingegner Boris

Nella sua rubrica su basketnet.it, Dan Peterson ha inserito il grande Gilberto Boris tra I Giganti del Basket. Notate che Dan ricorda il mitico canestro di Paleari da metà campo ("Mi fa male ancora pensarci").
Ecco il profilo tracciato da Peterson:


Ing. Gilberto Boris (nella foto tra il pubblico accanto al figlio Riccardo). Il basket a Livorno ha avuto diversi grandi personaggi, uomini di grandissima importanza nella storia del basket italiano: allenatori come Kako Benvenuti e Otello Formigli; giocatori come Dado Lombardi e Sauro Bufalini. E' certo che sto dimenticando qualcuno ma quei quattro nomi sono abbastanza da rendere l'idea di ciò che voglio dire. Insieme a loro, bisogno mettere il nome dell'Ing. Gilberto Boris, il deus ex machina della Libertas Livorno per oltre 30 anni, anche se non ha mai voluto il titolo di Presidente, bensì quello di Procuratore Generale oppure Amministratore Delegato. Ma non si sbaglia: il capo era lui.

Come tutti i dirigenti dell'epoca, è entrato nel basket per passione. E' venuto poco dopo l'inizio del basket a Livorno, almeno al livello di grande organizzazione, nel 1956-57. Ha guidato la squadra tra promozione e retrocessioni all'inizio, anche il passaggio dai campi aperti a quelli coperti nel 1959-60, e ha saputo arrangiarsi andando ai "Pallini" di Livorno, fabbrica di 'pallini' di caccia! L'anno dopo, 1960-61, aprono il palazzetto in Via dei Pensieri, capienza ... 700. Tempi eroici, insomma, e l'eroe principale era l'Ing. Boris. Lo stesso anno, il lavoro con i giovani dà risultato: Scudetto Juniores, battendo il Simmenthal Milano in finale.

Dopo lunghi anni di costruzione, in 'Prima Serie,' nel 1965-66, raggiunge la prima promozione in Serie A. Ai tempi, era una cosa fragile per le squadre neo-promosse. Infatti, dopo due anni in A, il ritorno in B dopo il 1967-68. Due anni più tardi, un'altra promozione, con grande fatica, ma con ragazzi da Livorno e dintorni, molti dal loro vivaio. Ha ruotato diversi allenatori: Otello Formigli, Silvio Gatti, Mauro Baroncini. Poi, lo spareggio con Ciecchi Biella e Virtus-Norda Bologna nel 1970-71, con la delusione di un'altra retrocessione. Ma l'Ing. Boris non molla e apre il palazzo in Via Allende, 4200 posti, nel 1976-77 e sfiora la promozione in A-2.

Nel 1980-81, torna in A, in A-2 per l'esattezza. Si salva con il 12° posto. Nel 1981-82, la Libertas Livorno fa il primo playoff, facendo il 4° posto in A-2, poi incontrando la Virtus Bologna negli ottavi, dov'è uscita. Nota personale: Nel 1982-83, Livorno non fa il playoff ma ci costa (noi, Olympia-Billy Milano) lo scudetto, sbancando il Palalido per un punto con un canestro da 20 metri da Roberto Paleari, con il grande Ezio Cardaioli in panchina. Ci è costato primo posto e scudetto. Mi fa male ancora pensarci. Nel 1983-84, ancora i playoff, fuori nei quarti con Cantù dopo avere vinto gli ottavi con Rimini. Ormai, 25 anni di lavoro stanno dando risultato.

Nel 1984-85, playoffs ancora, uscendo con Caserta negli ottavi. Poi, arriva Alberto Bucci come coach. Fanno gli ottavi nel 1985-86; ottavi nel 1986-87; ai quarti nel 1987-88; poi il capolavoro. Libertas-Enichem Livorno fa il 2° posto in A-1, poi la finale contro l'Olimpia - Phillips Milano, fino a Gara 5, con polemica alla fine: valido o non valido il canestro di Andrea Forti allo scadere del tempo? Qualcuno dice che Livorno era Campione d'Italia per sei minuti, poi la doccia fredda. Ma non cambia il fatto che l'Ing. Gilberto Boris, poi uscito nel 1990-91. Le pagine scritte da lui rimangono come patrimonio per il basket labronico, un monumento che vive ancora.

Dan Peterson

Sua Maestà. Il più grande di tutti.

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Una squadra magica!

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Indimenticabili!

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Sbandati! Il grande tifo gialloblù!

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