Correva l’anno 1967 ed a Livorno “sbarca” Trajko Rajkovic, l'unico giocatore che in maglia Libertas targata Fargas ha vinto la classifica cannonieri.
Nato il 17 dicembre 1937 a Leskovcu, l'esemplare e professionalissimo nazionale jugoslavo arrivò nella città del cacciucco per sostituire lo spettacolare ma anche bizzosissimo e lunatico statunitense Bill China Allen, vera e propria "croce & delizia" della stagione appena trascorsa.
Rajkovic si presentò in maglia Libertas con i suoi 207 cm di statu
ra e con un palmares di tutto rispetto visto che, solamente con la propria nazionale (foto a destra), vanta un argento olimpico (1968 Città del Messico, sconfitta in finale dagli USA per 65-50), un oro mondiale (1970), due argenti europei (1965 e 1969) ed un bronzo europeo (1963) sempre insieme a campioni del calibro di Korac, Skansi e Cosic.
ra e con un palmares di tutto rispetto visto che, solamente con la propria nazionale (foto a destra), vanta un argento olimpico (1968 Città del Messico, sconfitta in finale dagli USA per 65-50), un oro mondiale (1970), due argenti europei (1965 e 1969) ed un bronzo europeo (1963) sempre insieme a campioni del calibro di Korac, Skansi e Cosic. La sua stagione sotto i Quattro Mori fu eccezionale! Realizza la bellezza di 521 punti e vince la classifica cannonieri... ma purtroppo questo successo non riusce ad evitare la retrocessione della Fargas in serie B. In quell’anno lo scudetto prese la strada di Cantù (targata Oransoda), secondi a pari merito (non c’erano ancora i playoff) Napoli (Ignis Sud) e Virtus Bologna (Candy). La stagione '67-'68 passerà alla storia anche per l’esordio della Coppa Italia con successo della compagine partenopea in finale sull’Eldorado Fortitudo Bologna.
Trajko era un giocatore di una potenza incredibile, un pivot puro di qualità sopraffina capace di regalare una vittoria con una giocata d'astuzia; un uomo professionale, intelligente e vincente, molto preparato su ogni fronte, leader e chioccia dell'intera squadra. Purtroppo la sua carriera si chiude troppo precocemente. Morì infatti a 33 anni nel 1970 colpito da infarto durante i festeggiamenti per il titolo mondiale (così la versione ufficiale...) Di lui ci rimarranno sempre i suoi "ganci" micidiali, l'altissima professionalità e l' affetto che nutriva per la città di Livorno.
Ecco come lo ricorda il giornalista Dario C
olombo nel libro dedicato ai 40 anni Libertas: "L'anno successivo ('67-'68) la Fargas anziché oltre oceano (Bill China Allen) il suo straniero andò a cercarlo oltre... Adriatico. Lo trovò a Belgrado, nelle file dell'OKK che a quei tempi dominava il basket jugoslavo, regalando decine di campioni alla nazionale dei 'plavi'.
olombo nel libro dedicato ai 40 anni Libertas: "L'anno successivo ('67-'68) la Fargas anziché oltre oceano (Bill China Allen) il suo straniero andò a cercarlo oltre... Adriatico. Lo trovò a Belgrado, nelle file dell'OKK che a quei tempi dominava il basket jugoslavo, regalando decine di campioni alla nazionale dei 'plavi'. Il suo nome: Trajko Rajkovic (nella foto in maglia Fargas), trent'anni, studente in medicina, 2 metri e 07 di potenza votata soprattutto all'attacco, del quale era splendido e inimitabile protagonista. L'anno prima, ai mondiali di Montevideo, era stato votato miglior centro del torneo: e per lui, come per Korac e gli altri campioni della Jugoslavia d'oro, era arrivato l'okay della federazione per cercare di trasformare in moneta straniera la gloria conquistata in giro per il mondo. Eccellente tiratore dall'angolo, dotato di grande uncino, Rajkovic non riuscì ad impedire che la Fargas retrocedesse in B, al termine di un campionato quantomai sfortunato: e fu costretto a lasciare Livorno portandosi in valigia il titolo di capocannoniere con una media di 24,1 punti a partita e quello, assegnatogli all'unanimità, di miglior pivot dell'anno"
Grazie a Pierfra (Onda d'urto) per il testo (a cui abbiamo aggiunto solo qualche dato in più) e a David66 per le belle foto.

8 commenti:
boai, un portera' mia male fa lo straniero della Libertas? China Alen e' morto a 41 anni lui a 36.
mi sembra che ikl primo commento sia indegno, toccati te ma l'uccello tanto ciai fatto il callo
altri tempi, altri uomini... Forse questi si potevano chiamare giocatori, non come tanti pagliacci di oggi. Come si chiamava il palazzo dove giocava la Reyer tutto affrescato? L'ho letto ma non mi ricordo il nome
travato: si trattava della Scuola Grande della Misericordia, un palazzo del XVI secolo tutto affrescato... Quasi uguale al palaalgida...
Ti dirò di più, i miei "trascorsi" veneziani, oltre che all' unica foto a colori di Rajkovic (tratta dal libro del centenario della Reyer Venezia) mi hanno fatto scoprire che il campo si trovava al primo piano della costruzione! Praticamente a Venezia giocavano sulle travi del '400! Difficilmente infatti la Reyer era battibile fra la mura amiche, in quanto se il quintetto granata si trovava in difficoltà, il pubblico iniziava a battere ritmicamente i piedi per terra facendo vibrare il parquet e facendo perdere il tempo del palleggio e quindi la palla agli avversari! Un basket impensabile d' altri tempi ma sicuramente più bello e con un fascino infinito...
http://kcjones.splinder.com/post/7278471
questo per il grande abdul.
grazie per la visita e per il vostro bellissimo blog.
kcjones
grazie del link kcjones. Vedo con piacere che anche te sei stato folgorato dal divino Abdul.. se hai altri ricordi, aneddoti, foto ecc. segnalaceli.
Thank you for this beautiful article about my father. It is wonderfull to know that people remeber him after 40 years.
Grazie mile.
Un grande saluto a tutti.
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