lunedì 6 luglio 2009

LA "COSA"?! PERSEVERARE E' DIABOLICO...




Il Basket Livorno è morto. Un'agonia durata troppo. Una sofferenza incredibile per quelle persone che ancora redevano nel progetto post-fusione. Quella maledetta fusione. Adesso si sta facendo tabula-rasa. Finalmente! E' un'occasione da non perdere, da non gettare al vento. Adesso la Livorn del basket può davvero tornare ai fasti del passato, da adesso possiamo davvero tornare a quella agica atmosfera chesi respirava in città negli anni '80.


Ma. C'è sempre un maledettissimo "ma" di mezzo Adesso si sta pensando di far nascere la nipotina del BAsket Livorno, la"cosa". A CHI GIOVA?! Il Basket Livono non ha mai entusiasmato, al limite ha fatto vedere dei momenti di buon basket, ma di qui a dir che ha fatto innamorare i livornesi ce ne vuole...O ci sbagliamo?! Chi è che andrà a vedere la "cosa", quando a un soffio di distanza c'è Libertas e Pielle che stanno rifiorendo?!


La "cosa" potrebbe essere di nuovo il "terzo incomodo". A CHI GIOVA TUTTO CIO'?!

domenica 5 luglio 2009

Libertas, un nome una storia


La Libertas Livorno inizia a disegnare il proprio futuro che la proietta come squadra di riferimento dell'intero movimento cestistico cittadino. La chiusura dei battenti in casa Basket Livorno ha lasciato un grande vuoto nel mondo della pallacanestro labronica, ma in perfetto spirito livornese proprio in questo difficile momento il desiderio di rinascita è immenso. Da quel lontano novembre del 1947 la Libertas continua a rappresentare una pietra miliare della nostra pallacanestro e dopo alcuni anni difficili l'attuale dirigenza è riuscita a rilanciarla in grande stile. Proprio nel glorioso sodalizio gialloblu, quindi, i molti appassionati individuano le possibilità più concrete di rilancio del nostro basket e poco importa se la categoria dalla quale ripartire debba essere la C Dilettanti perché l'entusiasmo e il senso di appartenenza a una fede sportiva spesso e a Livorno più che da qualsiasi altra parte, possono diventare il vero motore per una rapida risalita che possa accomunare tutte le diverse anime del variegato universo cestistico cittadino. Puntare su quelle realtà cha hanno fatto la storia del basket amaranto, quindi, come Libertas, Pallacanestro e US. Livorno può essere la giusta medicina per mettere di nuovo le ali al movimento nella sua globalità, evitando di forgiare creature nuove che poco hanno a che fare col tessuto di una città legatissima alle sue tradizioni. Se per il momento il basket d'élite si allontana da Livorno, qui la passione e l’interesse per la palla a spicchi non vengono meno come dimostra l'immenso stuolo di ragazzi che praticano questo sport e la Libertas in questo senso può vantare cifre d’eccellenza grazie al grande numero di iscritti nelle proprie squadre. Il primo atto ufficiale della nuova stagione gialloblu avviene nella sala riunioni al primo paiano della palestra di Via Pera dove i vertici societari al gran completo fanno il punto della situazione riguardo a un avvenire ambizioso, anche se da affrontare con piedi ben saldi per terra. Assieme all'ex presidente Fabio Giannetti, rimasto nel Consiglio con importanti funzioni di collante tra la società e l'universo istituzionale e imprenditoriale livornese e al suo nuovo successore Giovanni Pardini, siedono il vicepresidente Claudio Stolfi e il dirigente responsabile Luigi Sidoti.

Il Corriere di Livorno: Luca Merani 05-07-2009

mercoledì 1 luglio 2009

MORI LASCIA LA LIBERTAS E VA A PIOMBINO

Marco Mori, il coach della promozione dalla C2 alla C nazionale e della salvezza raggiunta, saluta la Liburnia Libertas e va a Piombino.

Altra novità in casa gialloblù: Dimessosi il presidenteFabio Giannetti, la poltona più importante sarà occupata da Giovanni Pardini, segretario Cisl provinciale.

Da: Il Tirreno 27 giu 2009

DAGLI ANNI 30' ALLO SCUDETTO SFIORATO

Una storia iniziata negli anni ’30 e culminata con uno scudetto sfiorato
Milano, Varese e Cantù - il triangolo della Brianza - vincevano. Livorno e Pesaro - le regine dei due mari - no, ma erano queste le città che vivevano di pane e basket. Qui venivano da tutta Italia per respirare l’aria della pallacanestro. Lo sapevano tutti che a Livorno si giocava a basket prima della guerraLIVORNO. Milano, Varese e Cantù - il triangolo della Brianza - vincevano. Livorno e Pesaro - le regine dei due mari - no, ma erano queste le città che vivevano di pane e basket. Qui venivano da tutta Italia per respirare l’aria della pallacanestro. Lo sapevano tutti che a Livorno si giocava a basket prima della guerra, quando i Guf parteciparono ai primi campionati di serie A. Livornese era, del resto, quel professor Bruno Macchia che organizzò le primissime finali scudetto in Versilia - erano gli anni ’40 - e livornesi erano pure quegli arbitri leggendari che nel corso degli anni lasciarono un’impronta vera nel movimento cestistico italiano. Gente come Follati, Sussi, Fabbri, Bianchi, che rappresentarono l’Italia alle Olimpiadi. Nomi che riaccendono la fantasia di chi ha i capelli bianchi.La serie A. Anche nell’immediato dopoguerra Livorno rimane in serie A per qualche anno. La fusione fra Pro Livorno e Stella Rossa dà vita all’Unione sportiva Livorno - stessa denominazione della squadra calcio - presieduta da Gaetano D’A lesio.Il conte Malaguzzi. Si chiama Cama la prima squadra che porta il nome di uno sponsor, una marca di cioccolata. Metà anni ’50, la proprietà è del conte Orazio Malaguzzi, che fa follie per comprare Stelio Posar, triestino di nascita, realizzatore di razza, oggi proprietario di una ricevitoria in piazza Grande. Nel 1955 la promozione, con tanto di titolo di “ campione d’Italia della serie B”. Nel giro di quattro-cinque anni, dopo una retrocessione e un altro ritorno fra le elette, verrà assorbita dalla Libertas.La Libertas. Gli amaranto del presidente Dino Lugetti arrivano nel massimo campionato nel 1959 dando vita alla fusione con il Cama, da una cui costola nascerà la Portuale di Alfredo Damiani, antesignana della Pallacanestro Livorno. I libertassini saranno la prima squadra di Livorno per anni, facendo avanti e indietro fra la serie A e la serie B per lungo tempo.
La Pl. Nel 1980, dopo un’assenza di nove anni, Livorno torna in serie A grazie alla Pallacanestro Livorno, che supera la Simod Padova nei plaoff e vola in A2. Ma nel frattempo è nata una rivalità acerrima con la Libertas. E le partite più attese sono ii derby. Se gli anni ’70 le sfide stracittadine si giocano in B, negli anni ’80 sbarcano addirittura in serie A. Dal 1981 al 1989, Livorno avrà due squadre nella massima serie. Per tre anni tutte e due in serie A1.La finale scudetto. Nel 1989 la Libertas, sponsorizzata Enichem, arriva a un passo dall’impresa delle imprese. Gioca il miglior basket del campionato, conquista la finale scudetto e, dopo cinque partite tiratissime con la Philips Milano, cede di un punto vedendosi annullare il canestro della vittoria a fil di sirena.Querci. E’ l’inizio della fine: nel 1991 Libertas e Pallacanestro Livorno si uniscono sotto la regia del professor Francesco Alessandro Querci, una cui fidejussione creativa decreta nel 1994 la cancellazione della società dal basket professionistico.Il ritorno. Livorno riuscirà a tornare in serie A nel 1997 grazie al Don Bosco della famiglia D’Alesio, poi ci rimane per qualche anno con la gestione del gruppo Mabo. Ma gli ultimi anni sono tutti all’insegna della precarietà, sul filo della sopravvivenza. Quel filo che ieri si è rotto.

Da: Il Tirreno (17 giugno 2009)

PASSATO, PRESENTE E FUTURO

30/06/09 - Passato, presente e futuro.

Si conclude ufficialmente oggi un’altra lunga stagione per i colori gialloblù. Senza ombra di dubbio, quantomeno dal punto di vista del risultato sportivo, il bilancio per la Libertas Liburnia Basket può essere considerato più che soddisfacente. Se la prima squadra ha egregiamente mantenuto la categoria nazionale conquistata appena l’anno precedente, i vari gruppi giovanili si sono fatti valere in ambito regionale e di particolare rilievo è stata la conquista del titolo toscano da parte della squadra Under 14, allenata direttamente dal responsabile del settore Manrico Vaiani. Da sottolineare anche la competitività dei gruppi Under 13 e Under 15, che hanno sfiorato veramente per poco importanti obbiettivi, sicuramente non preventivati ad inizio anno.

Non da meno è la valutazione finale da assegnare al settore Minibasket diretto da Federico Marzini. Essere riusciti a mantenere inalterato, rispetto all’anno precedente, il numero degli iscritti ai vari corsi è un segnale che la società ha lavorato bene sia dal punto di vista organizzativo che sociale. Sul piano tecnico si è rivelato più che confortante il confronto con i più rinomati Centri di minibasket italiani, a testimonianza di un indubbia crescita dei mini atleti. Diversi i trofei conquistati, sia a livello regionale che nazionale, con nota di merito particolare per i gruppi Aquilotti dei nati ’97 e ’98.

E’ quindi tempo di meritata vacanza, anche per questa rubrica che ha tentato di commentare ancora una volta in modo semplice (e soprattutto senza pretesa alcuna di natura giornalistica) le vicende sportive di tutte le nostre squadre e dei loro protagonisti.

Chi vi scrive invece passa il testimone, con l’auspicio che il successore abbia la possibilità di migliorare la forma ed il contenuto di questo mezzo di comunicazione, nato nell'anno 2000 in modo poco più che artigianale e sviluppatosi con l’intento di favorire l’aggregazione ed il senso di appartenenza di tutti i tesserati alla grande famiglia della Libertas.

In particolare verso i ragazzi, che dovranno sempre rimanere al centro delle più importanti iniziative societarie, si è cercato di promuovere, anche attraverso questo strumento, azioni volte a diffondere una sana cultura sportiva nella condivisione delle insite finalità educative, formative e sociali.

Rivolgo un sentito ringraziamento a tutti coloro che in questi anni hanno offerto il loro prezioso contributo al raggiungimento dei suddetti obbiettivi.

Ora e sempre FORZA LIBERTAS.

(Claudio Orlandi)
Da www.libertasbasket.it

giovedì 31 luglio 2008

Uscito il calendario di C1. Si gioca di sabato al Pala Allende

La copertura mediatica delle vicende Libertas negli ultimi tempi è davvero scarsina. Solo notizie ufficiose (l'arrivo di Matteo Diana e il ritorno a casa di Rizzacasa, è vero? il comunicato ufficiale?mercato chiuso?). Finalmente due notizie ufficiali: 1. è uscito il calendario della serie C dilettanti 2008-2009; 2. ciao Gemini, goduriosamente si giocherà il sabato sera (alle 19.15) nel vecchio catino d'Ardenza, al PalaMacchia di via Allende.

Come noto la Libertas è inserita nel Girone E con quattordici squadre toscane e due della Sardegna (Sassari e Cagliari). Si inizia domenica 29 ottobre alle 18 a Siena contro il Costone. Sabato 4 ottobre (19,15) l'esordio al PalaAllende contro Basket Golfo Piombino.

La nostra prima avversaria (Costone Siena) intanto si è rafforzata con l'arrivo di due stranieri: l'italo-portoricano Daniel Rivera e il bosniaco Dragan Zeg. A Monsummano è arrivato un crack per la categoria: Nicola Paoli. Qui (tuttobasket) trovate novità sul mercato delle nostre dirette avversarie, in attesa che anche basketnet aggiorni la pagina sulla C girone E. Qui sul sito della LNP giorno giorno le notizie della C in generale.

Calendario completo dal sito Libertas, e giornata per giornata dal sito Fip.

ps: probabilmente ad agosto aggiorneremo poco il blog. Buone vacanze a tutti!

sabato 5 luglio 2008

Le trasferte settembrine a Lucca...


Il tifoso libertassino che ci ha inviato le ultime foto, torna alla carica con altre belle immagini.
Qui un articolo del Tirreno datato '87 che ricorda le trasferte settembrine dei libertassini a Lucca al "Trofeo Lovari" per vedere all'opera la squadra e i nuovi acquisti prima dell'inizio del campionato.

giovedì 3 luglio 2008

Cacco Benvenuti visto da Dan Peterson

Gianfranco Benvenuti. Quando sono arrivato in Italia, nel 1973, Gianfranco 'Kako' Benvenuti era il coach della Nazionale Femminile. Infatti, alla fine di quella stagione, nel Agosto-Settembre del 1974, giocando a Cagliari, lui ha portato le Azzurre alla loro primissima medaglia in un evento importante: un bronzo negli Europei. Giocavano le imbattibili Sovietiche e la Czechoslovakia. Di più, non era possibile fare per la sua squadra, con Mabèl Bocchi, Rosy Bozzolo e altri nomi storici. Negli Europei prima, L'Italia era 9a nel 1970 e 10a nel 1972, tanto per rendere l'idea del suo capolavoro.


Ma Kako Benvenuti è stato anche un grande coach al livello maschile. Infatti, uno dei pochi di saper allenare siano gli uomini che le donne con uguale efficacia. Prima di prendere in mano la nazionale femminile, aveva avuto un paio di esperienze in Serie A: una retrocessione (4-18, ultimo posto) con Fargas Livorno nel 1967-68, squadra neo-promossa che lui aveva portato in Serie A; e un 10° posto con la Snaidero Udine (9-13, evitando la retrocessione per un pelo) nel 1969-70. Era già conosciuto come un ottimo insegnante dei fondamentali nella sua città adottiva di Livorno. Dico 'adottiva' perchè è nato a Borgo Taro.

Kako è tornato nella Serie A-1 nel 1976, a Gorizia. Ora ho potuto vedere il suo lavoro personalmente. Nel 1976-77, si è salvato in Play Out (detti Gironi di Classificazione); dopo l'11° posto (su 12), con un record di 6-16, ha fatto 9-5 per il 2° posto in quella seconda fase per stare in A-1. L'anno dopo, 1977-78, ha fatto il 7° posto, appena fuori i playoffs (che avevano 6 dall'A-1 e 2 dall'A-2), con un record di 10-12. Insomma, un piccolo capolavoro. Ha fatto altre fermate in A-2, con la Stella Azzurra Roma, la Viola Reggio Calabria, con la quale ha fatto la promozione nel 1984-85, 1° posto con 20-10 e subito agli ottavi.

Era il coach delle promozioni. L'ha fatto anche con Montecatini. Nel 1991-92, erano in A-2, ma fanno il 2° posto con un record di 22-8 e subito agli ottavi ancora, eliminati da Cantù. Poi, ha tenuto Montecatini in A-1 i suoi ultimi due anni con loro, andando sempre ai playoffs, perdendo agli ottavi contro squadre più forte. Per me, ho sempre detto che vincere una promozione è come vincere uno scudetto. Perchè no? Hai vinto tutto ciò che potevi vincere al tuo livello. E Gianfranco Benvenuti, con il carisma che ha trasmesso, gli insegnamenti che ha fatto e l'esperienza che aveva ha fatto due di questi mini-miracoli.

Gianfranco 'Kako' Benvenuti era rispettato e temuto come allenatore. Lo dico da esperienza personale. L'ho affrontato quattro volte in due anni quando aveva Gorizia, 1976-78, e due volte quando aveva Reggio Calabria in A-1 nel 1985-86. Ricordo questa sensazione: lui aveva sempre il quintetto giusto in campo; lui faceva tutto in maniera semplice; lui non faceva mai una cosa strana. Proprio il tipo di coach che mi faceva molto scomodo. Preferivo 100 volte affrontare un 'mago' che uno 'schiavo della semplicità.' La geniata ti batte raramente, la cosa semplice fatta bene ti fa soffrire. E lui mi ha fatto soffrire ogni partita.
Dan Peterson

Sua Maestà. Il più grande di tutti.

Sua Maestà. Il più grande di tutti.

Una squadra magica!

Una squadra magica!

Indimenticabili!

Indimenticabili!

Sbandati! Il grande tifo gialloblù!

Sbandati! Il grande tifo gialloblù!