giovedì 3 luglio 2008

Cacco Benvenuti visto da Dan Peterson

Gianfranco Benvenuti. Quando sono arrivato in Italia, nel 1973, Gianfranco 'Kako' Benvenuti era il coach della Nazionale Femminile. Infatti, alla fine di quella stagione, nel Agosto-Settembre del 1974, giocando a Cagliari, lui ha portato le Azzurre alla loro primissima medaglia in un evento importante: un bronzo negli Europei. Giocavano le imbattibili Sovietiche e la Czechoslovakia. Di più, non era possibile fare per la sua squadra, con Mabèl Bocchi, Rosy Bozzolo e altri nomi storici. Negli Europei prima, L'Italia era 9a nel 1970 e 10a nel 1972, tanto per rendere l'idea del suo capolavoro.


Ma Kako Benvenuti è stato anche un grande coach al livello maschile. Infatti, uno dei pochi di saper allenare siano gli uomini che le donne con uguale efficacia. Prima di prendere in mano la nazionale femminile, aveva avuto un paio di esperienze in Serie A: una retrocessione (4-18, ultimo posto) con Fargas Livorno nel 1967-68, squadra neo-promossa che lui aveva portato in Serie A; e un 10° posto con la Snaidero Udine (9-13, evitando la retrocessione per un pelo) nel 1969-70. Era già conosciuto come un ottimo insegnante dei fondamentali nella sua città adottiva di Livorno. Dico 'adottiva' perchè è nato a Borgo Taro.

Kako è tornato nella Serie A-1 nel 1976, a Gorizia. Ora ho potuto vedere il suo lavoro personalmente. Nel 1976-77, si è salvato in Play Out (detti Gironi di Classificazione); dopo l'11° posto (su 12), con un record di 6-16, ha fatto 9-5 per il 2° posto in quella seconda fase per stare in A-1. L'anno dopo, 1977-78, ha fatto il 7° posto, appena fuori i playoffs (che avevano 6 dall'A-1 e 2 dall'A-2), con un record di 10-12. Insomma, un piccolo capolavoro. Ha fatto altre fermate in A-2, con la Stella Azzurra Roma, la Viola Reggio Calabria, con la quale ha fatto la promozione nel 1984-85, 1° posto con 20-10 e subito agli ottavi.

Era il coach delle promozioni. L'ha fatto anche con Montecatini. Nel 1991-92, erano in A-2, ma fanno il 2° posto con un record di 22-8 e subito agli ottavi ancora, eliminati da Cantù. Poi, ha tenuto Montecatini in A-1 i suoi ultimi due anni con loro, andando sempre ai playoffs, perdendo agli ottavi contro squadre più forte. Per me, ho sempre detto che vincere una promozione è come vincere uno scudetto. Perchè no? Hai vinto tutto ciò che potevi vincere al tuo livello. E Gianfranco Benvenuti, con il carisma che ha trasmesso, gli insegnamenti che ha fatto e l'esperienza che aveva ha fatto due di questi mini-miracoli.

Gianfranco 'Kako' Benvenuti era rispettato e temuto come allenatore. Lo dico da esperienza personale. L'ho affrontato quattro volte in due anni quando aveva Gorizia, 1976-78, e due volte quando aveva Reggio Calabria in A-1 nel 1985-86. Ricordo questa sensazione: lui aveva sempre il quintetto giusto in campo; lui faceva tutto in maniera semplice; lui non faceva mai una cosa strana. Proprio il tipo di coach che mi faceva molto scomodo. Preferivo 100 volte affrontare un 'mago' che uno 'schiavo della semplicità.' La geniata ti batte raramente, la cosa semplice fatta bene ti fa soffrire. E lui mi ha fatto soffrire ogni partita.
Dan Peterson

2 commenti:

kcjones ha detto...

cacco è stato per me un mito, un maestro.
massimo rispetto come coach.
cacco di pallacanestro ci capisce proprio tanto.
è vero: anche parlando a volte ti metteva a nudo quella cosa tanto semplice, di un giocatore o di una partita,che tu però non vedevi. O a cui non pensavi.

Anonimo ha detto...

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