martedì 31 luglio 2007

Coppie a Stelle e Strisce LL. Un romanzo lunghissimo.

Chiuso il sondaggio sugli stranieri della LL, butto giù una panoramica sulle coppie USA viste in maglia Libertas. L'ho costruito a pezzi e bocconi col materiale che avevo: se avete cose interessanti da aggiungere (aneddoti, foto, link) o errori da segnalare scriveteli nei commenti e cambio o aggiungo.


Dopoguerra. La Quinta Armata USA "Divisione Buffalo" del colonnello Kait assieme alla libertà recapita ai livornesi anche un pacco di novità seducenti. Si sognano gloria e fortuna a ritmo di jazz, masticando chewing-gum, fumando luke-strike e... giocando a basket.
In quel clima bollente, tra strazio e gioia incontenibile, inizia la storia d'amore tra Livorno e il basket e tra i livornesi e i suoi strangers. L'atto di nascita della Libertas è firmato il 1° novembre 1947. Da Camp Darby, nei campetti in terra battuta, coi tabelloni in legno, e i campi a forma di lampadina il "guru" nero dell'Arkansas, Elliot Van Zandt (foto), predica i foundamentals e Jimmy Strong (foto, in maglia Gira) li mette in pratica. Con questi maestri i livornesi imparano in fretta.

Ma la prima vera coppia a stelle e strisce della storia LL non lascia granché ai posteri. E' il 1952: come oggi la Libertas milita in C. Tra i militari di Camp Darby si scovano due bianconi: il play Bill Grigson e il pivot John Kirshner. Comparse o poco più. Si rimane in C. Stessa storia l'anno dopo. Arriva una coppia (nella foto) da "fumetto": Mark Alden (a sinistra) in America lavora per la Walt Disney, Roger Ruth è professore di lettere. E di sicuro lavorano meglio alla scrivania che in palestra...
Dopo i passaggi dei "single" Allen, Rajkovic, Bartolome per trovare una coppia USA bisogna arrivare agli anni '80. Stagione 1981-82: primo anno di A2 dopo lunga assenza. L'ingegner Boris e la new entry D'Alesio, con Ezio Cardaioli in panchina, fanno le cose in grande: ecco Gary Cole-Abdul Jeelani, il Julius Erving italiano, (che qui non ha bisosogno di presentazioni) e dalla Recoaro Forlì Rudy Hackett, ex stella della Syracuse University con comparsate in NBA nei Nets e nei Pacers, oggi famoso perché padre del Daniel stellina azzurra. Quarto posto e A1 al primo colpo. Hackett, newyorchese di Mont Vernon, è spalla perfetta per Abdul. Con un fisico da bronzo di Riace, porta in dote punti (455) e rimbalzi (293) e tanto lavoro sporco in difesa. Jeelani, ovvio, chiude la stagione da assoluto protagonista: primo marcatore (923) e primo rimbalzista (395) della Libertas, tira giù anche una marea di stopponi (55).

Stagione seguente. Hackett emigra nelle Cantine di Reggio Emilia (altra promozione). A far da comprimario alla "mano di maometto" ecco il 31enne di S. Francisco Kevin Gilbert "Big Bird" Restani. Una vita da gregario in Nba, una decina di stagioni tra Milwaukee e San Antonio: Restani alla Libertas forma una coppia super con Abdul. Il gioco di Big Bird, che oggi insegna basket in un high school californiana, è un po' la fotocopia di quello di Hackett: qualche buon punto e tanto lavoro duro a spazzolare i tabelloni. Con la coppia in rima per la Peroni ecco due stagioni d'oro (9° posto la prima, 5° la seconda) poi l'impensabile go-down dell'84-85 con Primo e Suggi. La retrocessione in A2 segna anche la fine del matrimonio della LL con Abdul che chiude con 2994 punti le sue 4 incredibili stagioni. Rimane Restani, a cui verrà affiancato una "controfigura".
Nel primo anno di Alberto Bucci, sponsor Cortan, a rimpiazzare Abdul arriva appunto quel Mark McNamara di cui abbiamo già ampiamente parlato. Più famoso per le apparizioni nei film di successo, il bisonte bianco di San Jose arriva con ottime credenziali a sostituire il gettonaro brasiliano Israel, ma riparte l'anno dopo nell'indifferenza generale. A tirare la carretta per l'immediato ritorno in A1 ci pensano Fantozzi, Tonut e Forti e soprattutto la costanza e concretezza di Kevin Restani che chiude la stagione '85-86, la sua ultima in maglia LL, con buone cifre.

Si riparte per l'A1 ('86-'87) e si cambia di nuovo tutto. Arriva uno sponsor di stato, arriva il gialloblu sulle maglie, ma arrivano anche una girandola di "pacchi" clamorosi. Primo della lista è l'israelo-americano Gary Plummer che, presentato in pompa magna all'Hotel Continental di Tirrenia, viene rispedito al mittente prima di esordire nel torneo precampionato "Trofeo Cassa di Risparmi" a causa di un ginocchio decisamente troppo gonfio. Plummer viene rimpiazzato in fretta e furia dal secondo "pacco" della stagione: il gettonaro Les Craft, l'americano che ha già fatto un "figurone" alla JollyColombani Cantù, buono spalmato sul pane ma non sul parquet. A sostituirlo il terzo semi-pacco col nome da pirata, Jeff Cook. Questa la notevole descrizione che di lui fece Dario Colombo: "Alla fine il crack non arriva e Bucci è costretto ad accontentarsi di Jeff Cook, americano che assomiglia a un filandese e che, ad essere maligni, gioca come un filandese, cioè maluccio, finendo anche per coinvolgere il povero Rod Griffin, che pure riesce a fare pentole e coperchi: ed il campionato si trasforma in una sofferenza". Proprio Rod Griffin, dopo 7 stagioni a Forlì, indovina una buonissima stagione condita da medie di 17,5 punti e 7,7 rimbalzi. Si chiude 7°: Gaetano D'Alesio diventa presidente, per il quarantennale Libertas si cambia di nuovo tutto.

E' l'anno di Johnson-May. Sembra che si debba spaccare il campionato. Lee Johnson da Plummerville (Arizona) arrivava dal Maccabi finalista di Coppa Campioni, Scott May, è reduce da quasi un anno di infortunio nelle file del Bancoroma. Eppure May veniva da buone stagioni nei pro coi Bulls (draftato nel 1976) e i Bucks e aveva fatto vedere ottime cose con la Berloni Torino. I 34 anni di May e i 31 di Johnson si fanno sentire: la coppia USA fa cose discrete, ma Scott non è più quello di Torino, Lee mette su buone cifre (chiude con 20.4 pt e 11.4 rb) ma non è più il giocatore visto a Napoli o Tel Aviv. Chissà se qualcuno si ricorda di Sean, marmocchio di 3 anni, figlio di May, che oggi porta avanti l'eredità di Scott in Nba confezionado buone cifre con gli Hornets. Nell'88 comunque, anche a causa dell'infotunio di capitan Fantozzi, chiudiamo al 7° posto, uscendo al primo turno play-off col Bancoroma.

E veniamo all'anno della macchina (quasi) perfetta. La dirigenza Libertas tira fuori dal cilindro la coppia Alexis-Binion destinata a rimpiazzare nei cuori dei libertassini i mitici Restani-Jeelani. Eppure il pedigree del nuovo duo colored non era affatto stellare, anzi, sulla carta sicuramente peggiore di Johnson-May. Joe Binion, semisconosciuto black di Rochester aveva nel curriculim due anni in CBA, 11 partite in Nba a Portland e un campionato in Israele: fu firmato addirittura come gettonaro in attesa dei tagli Nba di novembre. La sagacia di coach Bucci indovina l'alchimia giusta: Joe è un centro atipico, agile, rapido, rimbalzista coi fiocchi che si lega alla perfezione col gioco del principe Alexis. Re Wendell ha già una storia importante: prodotto di Syracuse viene dal grande Real Madrid vicecampione di Spagna: carattere schivo, in campo è una spettacolo elegante e perfetto. E' giocatore all-around: guardia e lungo, rimbalzi e bombe da 3. La coppia d'oro confeziona capolavori fino a marzo '89. Un filotto di 4 sconfitte consecutive: nell'ultima, 12 marzo, Reggio Emilia, Binion esce di testa e rifila un cazzottone a una vetrata. Taglio dei muscoli e fuori per il resto della stagione. Come proseguì la stagione con il biondo David Wood da Spokane, lo abbiamo già ricordato in questo post.

Archiviata l'incredibile stagione dello scudetto rubato, la coppia delle meraviglie Alexis-Binion si rivede anche l'anno dopo in maglia Enimont. Ma ormai il giocattolo si era rotto: via coach Bucci, dentro lord Andy Russo, sicuramente buono stratega (sì, ma a scacchi), e la macchina si rompe. Cifre e statistiche assomigliano a quelle dell'anno passato, ma il risultato cambia eccome.

E dell'ultima triste stagione della Libertas in serie A ('90-'91) ci rimane nella mente solo l'infinito tiramolla sulla stampa di capitan Fantozzi. La spada di damocle dei problemi societari a incombere sempre su un gruppo dalla serenità perduta (D'Alesio lascia a dicembre). E il nero sbiadito del grissino Anthony Jones a rimpiazzare (povero lui) il grande Wendell emigrato a Siena e a far coppia con l'ultimo Binion (non era più lui) visto a Livorno. Per non parlare di quel fenomeno che fu Marc Plansky.
Coppie a stelle e strisce: romanzo lungo, non a lieto fine, ma a cui speriamo qualcuno voglia presto aggiungere nuovi capitoli.

Alcune foto e dati di questo post sono tratti da "Libertas Livorno, 40 anni di canestri". Grazie a David66 per la foto di Van Zandt, a Marco.b1 per la foto di Alexis-Binion, a Onda d'urto per quella di Wood

lunedì 30 luglio 2007

Sperdete e maltrattate i piellini, ma non gli animali!




Questo non è un post riguardante il mondo della pallacanestro. Chi ha voglia di leggere solo di pallacanestro, può tranquillamente chiudere il post. Questo è solo uno sfogo personale.




Con l'estate il fenomeno brutale dell'abbandono degli animali stà aumentando a dismisura. Auguro a tutti coloro che sperdono, maltrattano, o peggio ancora, uccidono un animale, tutto il MALE del mondo. Spero che siano colti dalle disgrazie più atroci; perchè BESTIE sono loro, non gli animali che subiscono tali soprusi.




Se proprio bisogna fare del male, facciamolo ai piellini o agli ex giocatori della Philips Milano (credo non ci sia bisogno di precisare che stò ovviamente scherzando, comunque....).


LAV Lega Anti Vivisezione www.infolav.org
ENPA Ente Nazionale Protezione Animali www.enpa.it



Forza Libertas, ora e sempre!

Risultati del mega sondaggione...1304 contro 1166 persone hanno votato PL e LL come uniche vere manifestazioni della pallacanestro a Livorno!

Non credo ci sia bisogno di commenti! 1304 voti contro i 1166 di chi dice che la Bl costituisca la vera squadra di Livorno.
Pl e Libertas sono sempre nel cuore dei livornesi! Il sondaggione lo ha dimostrato.
Cmq sia, in bocca al lupo alla BL.

IL "DIVINO" ABDUL


…Il Divino Abdul si mostrò loro, poveri comuni mortali, sottoforma di maglia, gli estasiò e gli condusse al Tempio di via Tozzetti…










…. li, pregarono il Supremo ed invocarono il ritorno del Figliol Prodigo Giroldino, il quale errante e confuso non riusciva più a trovare la via del ritorno…






Via giù, torniamo seri, ecco la maglia originale che il grande Abdul indossò durante l’all star game 1982 nel quale fu anche eletto MVP!
La maglia ci è stata gentilmente concessa dai fratelli Pecom, che ringraziamo per la disponibilità

venerdì 27 luglio 2007

Abdul: ancora lui. Una foto crepuscolare...

Non c'è dubbio. E' sicuramente Abdul lo straniero che più è rimasto nel cuore dei libertassini. Ora è David66 - corredandola con questa bella lettera - a fornirci l'ennesima istantanea della "mano di Maometto". Un'immagine strana, piuttosto triste, come leggerete nella lettera...


Carissimi,
non vi nascondo di essermi commosso nel rivivere emozioni che con stupore ho
scoperto essere mai sopite in tutti questi anni.
Ho iniziato a seguire la Libertas da adolescente, guardando la serie B e ho
continuato per anni e anni fino a che qualche sciagurato un giorno ha ben
pensato di azzerare tutto...
Ho avuto come molti di noi la fortuna di vedere a Livorno il più bel basket
d'Italia, di vivere intensamente giorno per giorno la "febbre della
pallacanestro" nei suoi (e nostri!!) anni migliori.
Ho avuto il piacere e l'onore di collaborare per anni al mitico giornalino delle
partite casalinghe della Libertas ai tempio in cui il Direttore era il grande
Kino Donati, che mi ha permesso di entrare ancor di più nella vita reale della
compagine da noi tanto amata.
Per questo conservo gelosamente tanto materiale che amo riguardare e far
conoscere ai miei figli...
Vorrei iniziare con questa foto un po'...triste.
Si tratta dell'ultima foto in una gara ufficiale di Abdul Jeelani a Livorno.
La partita è ben nota ai quarantenni come me... una delle più tristi.
Era il 28 marzo 1985 e si giocava l'ultima partita di campionato di A1 a
retrocessione già compiuta. Di scena a Livorno in un palazzetto semideserto
Peroni e Honky Fabriano...terminata dopo un supplementare con l'inutile nostra
vittoria.
Abdul sedeva con la Signora Amina in Parterre a causa della squalifica di Pesaro
(la famosa "panciata" all'arbitro Fiorito). Non giocò più a Livorno.
David66

giovedì 26 luglio 2007

...a tutti gli ex giocatori Libertas....

Sull'esempio e sull'entusiasmo del saluto ricevuto da parte di Sua Maestà Alessandro Fantozzi, faccio un appello a tutti coloro che in passato hanno vestito la gloriosa maglia Libertas. Ci piacerebbe poterli contattare (magari via mail!) per far loro 3-4 domande (diciamo una mini-intervista....), e soprattutto per poter portare i loro saluti a tutti coloro che hanno vissuto emozioni incredibilmente forti per i colori gialloblù!
Sarebbe davvero un bel regalo per tutti coloro che seguono il blog!

Ora e sempre, forza Libertas!

martedì 24 luglio 2007

Ecco la nuova Libertas 2007-2008. "Ripartiamo dai giovani"

Niente parole a effetto. Niente promesse difficili da mantenere. Obiettivi chiari, trasparenza, livornesità (merci rare di questi tempi) nella presentazione alla stampa della Libertas 2007-2008. Questo pomeriggio infatti la squadra di Marco Mori e i dirigenti LL erano presenti in blocco al Circolo Libertas di via dei Condotti Vecchi ai nastri di partenza per il prossimo campionato di C2. Tre nuovi arrivi e una squadra che sposa sempre più la linea verde.

"Viva i giovani" - Fantozzi non c'è più, ma l'entusiasmo non è venuto meno. Anzi. Il presidente Fabio Giannetti (nella foto sotto) è chiarissimo: "Ripartiamo da quello che pian piano ci siamo costruiti: i nostri giovani". Come dire: la formula migliore per avere in futuro basi realmente solide è partire dalla fondamenta, lavorando sul vivaio e su un rapporto costante col territorio. Con (tanta) pazienza. Confermato quasi in blocco il roster dello scorso anno: come già noto via Vannini, Bertolini, Rizzacasa dentro Bellavista (classe '67, da Follo, C1), Sidoti ('85, da Rosignano, C2) e la novità del lungo Bertocci ('81, da Anagni, C1). E a sorpresa Ale Mori è ancora lì: a 45 anni è presto per le scarpette al chiodo, farà ancora da chioccia al gruppo.

Un gruppo vero - Si riparte da qui dunque. Non sono piovute improvvisamente dal cielo vagonate di milioni: "la nostra - dice Giannetti - è una società dilettantistica e a livello economico non possiamo esporci più di tanto". Si riparte da un vivaio florido che sta crescendo rapidamente ("negli ultimi anni abbiamo sempre fatto un piccolo passo avanti") e dalla voglia di sputare sangue sul parquet per una maglia gloriosa. "Marco Mori - dice ancora il presidente - dovrà lavorare per formare un gruppo dentro e fuori dal campo, se lo scorso anno siamo arrivati in alto è stato proprio grazie alla forza del gruppo".
Obiettivo playoff - Il ds Massimo Giusti non fa proclami, ma nemmeno vola troppo basso: "Salviamoci prima possibile e non mettiamoci limiti. I play-off sono un obiettivo: arrivare tra le prima 9 (su 16) è un obiettivo alla portata per un gruppo che l'anno scorso ha sfiorato la C1".

Messaggi ai tifosi - Intanto una novità importante per i tifosi: tornerà il gialloblu sulle maglie. E magari tra qualche tempo anche le storiche vele LL. Ma tornerà anche l'aria dei derby (con l'US): soprattutto quello in Coppa Toscana con la PL. "Speriamo davvero di riportare emozioni attorno alla nostra Libertas" dice Giannetti. "Dopo il derby del 2 giugno e i playoff l'interesse verso di noi è aumentato, basta guardare i vari forum e siti internet che ci riguardano". Si giocherà come sempre alla Gemini, il sabato alle 19.15.

Aria buona - Visti gli andazzi del basket livornese degli ultimi tempi, assistere alla presentazione della Libertas è una boccata d'ossigeno. Si vola basso ok, ma si vola bene, seminando con pazienza, e poi si vola "livornese", con gente che il nostro movimento cestistico lo conosce a menadito e soprattutto con alle spalle una scuola e una storia che non ha paragoni a livello cittadino. Ci vorrà pazienza, ma il ruolo di noi tifosi è fondamentale: bisognerà ripartire dal basso come la società. E se si semina bene bene, chissà mai...

IL NUOVO ROSTER

Simone Cascavilla 13, play, 1978, 1.86
Filippo Fava 11, play, 1987, 1.88
Andrea Capobianchi 18, play-guardia, 1988, 1.82
Jacopo Stolfi 12, guardia, 1985, 1.88
Andrea Scarlatti, guardia, 1986, 1.90
Samuele Bolognesi, guardia, 1988, 1.90
Jacopo Tonietti, ala, 1981, 1.93
Francesco Sidoti, ala, 1985, 1.90
Federico Bernini, ala, 1988, 1.91
Carlo Bellavista, ala, 1967, 2.00
Dario Bertocci, centro, 1981, 2.05
Alessandro Mori, centro, 1962, 1.98

Allenatore: Marco Mori
Assistente: Stefano Malandra
Preparatore atletico: Silvio Laudani
Dir. Accompagnatore: Massimo Bufalini
Addetto Arbitri: Costantino Moia

lunedì 23 luglio 2007

Il messaggio al blog di Alessandro Fantozzi. Grazie Capitano!

Con grande orgoglio pubblichiamo il messaggio che ci ha voluto regalare il nostro grande capitano tramite Fabrizio che lo ha incontrato nei giorni scorsi. Grazie Capitano!


Il capitano di mille battaglie Alessandro Fantozzi saluta calorosamente tutti i protagonisti di questo splendido blog promettendo di essere presente sul blog prima possibile.

Firmato
Il Capitano

In attesa di un tuo intervento o di incontrarti personalmente, per ringraziarti pubblichiamo due storiche pagine che ti riguardano dello "Speciale Enichem" del Tirreno sulla epica stagione 1988-89.

Sua Maestà. Il più grande di tutti.

Sua Maestà. Il più grande di tutti.

Una squadra magica!

Una squadra magica!

Indimenticabili!

Indimenticabili!

Sbandati! Il grande tifo gialloblù!

Sbandati! Il grande tifo gialloblù!