Niente da fare, la serie B dilettanti non arriverà. Piero Bottoni, l’uomo che si era assunto il compito di dare una mano perché almeno ci fosse un segnale di continuità tra passato e presente, ieri pomeriggio si è arreso. Nessuna società chiederà entro oggi - ultimo giorno utile - il cambio di sede per trasferirsi a Livorno.
Le opzioni in pista erano due, Olbia e Arezzo. «Olbia - dice Bottoni - non dava sufficienti garanzie. Nel senso che hanno delle partite contabili aperte e la nostra intenzione era quella di chiedere al presidente del club sardo di restare al timone della società fintanto che quelle cose non fossero andate a soluzione. La risposta invece è stata negativa, una volta spostati a Livorno si sarebbero tirati indietro e questo non si poteva accettare». Nel tardo pomeriggio, poi, è sfumata anche la pista di Arezzo.Il risultato è che nel 2009-2010 la massima espressione della pallacanestro in città sarà la Libertas in serie C dilettanti. «Il sindaco vorrebbe rientrare nel giro prima possibile - continua Piero Bottoni - ma a questo punto diventa inevitabile stare un anno fermi cercando di lavorare su un telaio che coinvolga un certo numero di imprenditori. Chi negli anni scorsi ha versato centomila euro di una tantum a Basket Livorno penso che sarebbe lieto di versare la stessa cifra ma spalmata in cinque anni, in modo da costruire una base affidabile e certa dalla quale ripartire. Bisogna lavorare per trovare una situazione di stabilità, creando qualcosa di nuovo e fare il tifo per la squadra che c’è, senza vivere di ricordi. Anche se Livorno, nello sport e non solo nello sport, ha un modo tutto suo di pensare e di dividersi...».Massimo Faraoni, giemme della Virtus Bologna, è dispiaciuto: «La B dilettanti - dice - è comunque un campionato nazionale che sarebbe servito per aprire di più il nuovo palasport, avere un seguito, tenere vivo l’interesse della gente. Un anno di buco potrebbe risultare molto pericoloso».L’assessore allo sport Claudio Ritorni avrebbe visto positivamente l’idea di ripartire dalla ex B2. «Tenendo presente - ribadisce - che il Comune non può mettere soldi né gestire, limitandosi solo a favorire l’esercizio di una prospettiva sportiva. Purtroppo se questa cosa viene vista con distacco, quasi con fastidio, allora vuol dire che Livorno si merita questo».Signori, l’amaranto sparisce dall’atlante nazionale dei canestri. Per un anno, in attesa di acquistare nell’estate 2010 un titolo sportivo migliore? A questo punto ogni scenario diventa possibile. È una tristezza infinita, un’altra sconfitta per questa città
Il Tirreno - Renzo Marmugi